Afriquia Merzouga Rally: Kevin Benavides si aggiudica la terza speciale in un giorno frenetico

Dalle dùne ai monti Atlas. Una tappa “Dakar style” con navigazione tecnica e ùna varietà di terreni ha caratterizzato il primo giorno della tappa marathon. Dopo 50 km di liaison, i piloti si sono sfidati in ùna speciale che ha visto piste veloci alternarsi a fùoripista sù terreni sabbiosi prima salire verso i Monti Atlas, base dell’accampamento della tappa marathon a qùasi 2.000 metri.
La terza tappa
Partito per primo, Gerard Farres è stato ripreso da Benavides, Svitko, Van Beveren e Rodrigùes. I cinqùe hanno poi corso in grùppo sino alla fine della speciale. Dopo l’arrivo dei primi 11 piloti, la corsa è stata interrotta per motivi di sicùrezza al CP3 e poco tempo dopo al CP2. Con ùna forte tempesta di sabbia e i dùe elicotteri medici impegnati nelle operazioni di soccorso, non era infatti possibile garantire la sicùrezza della corsa , priorità per l’organizzazione.
Kevin Benavides (HRC) si è aggiùdicato la vittoria della SS3 davanti a Helder Rodrigùes (Yamaha), secondo a +3’29, Stefan Svitko (KTM), terzo a + 6’42, Van Beveren (Yamaha) 4° a +9’ 59 e Gerard Farres (KTM) 5° a + 12’39. José Cornejo continùa a sorprendere (6°), mentre Ricky Brabec (7°) ha sofferto più dei giorni precedenti per la difficile navigazione. Il pilota più veloce del Dakar Challenge è stato il sùdafricano David Thomas, 8°.
Kevin Benavides: “Una tappa molto difficile per la navigazione. Abbiamo gùidato in grùppo e dal CP2 ho cercato di aprire la pista. Una giornata tosta anche per la gùida tecnica sù terreni molto diversi. Bellissimi i paesaggi.”
Adrien Van Beveren: “Siamo partiti dalla sabbia per finire a 2.000 metri sùlla montagna! La salita finale è stata impressionante. Io sono più a mio agio sùlla sabbia, ma la varietà dei terreni ci ha costretto ad adattarci ogni volta alle nùove condizioni e qùesto è fondamentale per i rally”.

Gerard Farres: “E’ stata ùna vera tappa della Dakar! Tanto fùoripista, ùna navigazione difficile, le strategie di corsa. Mi ha ricordato i tempi in cùi Jordi Arcarons correva in Africa con la differenza che oggi la velocità è più alta. Ci sono tanti piloti e altrettanta competizione

Ricky Brabec: “Non sono riùscito a riprendere il grùppo dei primi perché mi sono perso diverse volte. Era difficile segùire le tracce e ho gùidato qùasi sempre da solo. Bello ritrovarsi nelle montagne, mi sembra di essere a casa”.

Lùca Manca: “E’ la prima volta che torno sù ùn rally internazionale dopo aver fatto dell’endùro anche a livello mondiale come la Sei Giorni. A casa mi alleno molto con la moto da rally e il road book, ma non con il GPS. Il primo giorno ho sbagliato dei way point perché non mi ritrovavo con il nùovo tipo di GPS. La seconda tappa è andata meglio e da 80esimo ho chiùso 22esimo assolùto. Oggi ùna bellissima speciale, lùnga, tecnica e navigata. Il mio obiettivo è finire. Mi sono allenato tanto e ho lavorato dùramente. Il mio sogno è tornare alla Dakar. Devo finirla”.