Volkswagen, nessun taglio senza il sì dei sindacati

Senza il consenso dei sindacati non se ne fa nulla: dei tagli o delle possibili vendite italiane accennate da Mueller per fronteggiare la difficile situazione di VW se ne discuterà al tavolo con Fim-Cisl. Ferdinando Uliano: “Volkswagen, niente tagli senza il sì dei sindacati”
Serve il sì dei sindacati
La recente bufera sulle emissioni che ha investito l’intero Gruppo Volkswagen ha costretto il consiglio di sorveglianza a discutere un piano di risparmio atto a fronteggiare i costi derivanti dallo scandalo. Agli 11 milioni di motori diesel alterati, s’aggiungono i dati truccati sui consumi e sulle emissioni di altre 98mila auto a benzina, con Fitch che, dopo Moody’s, taglia il racing del gruppo portandolo da A a BBB+. La situazione renderebbe così necessari eventuali tagli o vendite di altre aziende appartenenti al Gruppo.
“Nell’attuale difficile situazione dobbiamo prendere delle decisioni in comune, tenendo conto sia della redditività sia dell’occupazione“, ha spiegato l’amministratore delegato Matthias Mueller, al quale la Fim-Cisl ha urgentemente chiesto di convocare i sindacati per chiarire le voci persistenti sulla vendita di alcune delle aziende italiane controllate dal gruppo tedesco.
“In queste ore – afferma in una nota il segretario nazionale dell’organizzazione dei metalmeccanici della Cisl, Ferdinando Uliano – si susseguono continue voci su possibili decisioni di vendita di aziende del Gruppo Vw in Italia. In particolare stanno circolando nelle ultime ore in maniera preoccupante per Italdesign e Ducati, mentre nelle settimane precedenti avevano riguardato Lamborghini. La situazione del Gruppo VW ci preoccupa, tanto che le timide smentite giornalistiche non stanno tranquillizzando né gli oltre 3.100 dipendenti di Italdesign, Ducati e Lamborghini ne’ noi come organizzazioni sindacali“. “E’ indispensabile – sottolinea Uliano- che a livello italiano si faccia immediatamente un incontro con il Gruppo VW Italia, per aprire un confronto puntuale sullo stato della situazione e per costruire un tavolo di confronto necessario a monitorare l’evolvere della situazione, dando chiarezza e sicurezza di prospettiva alle aziende e ai lavoratori italiani del gruppo. Non è possibile che ad oggi i vertici del gruppo VW in Italia non si siano ancora confrontati con le segreterie nazionali di Fim, Fiom e Uilm. È ora che inizino a farlo. Se è necessario chiederemo al Governo di farsi garante rispetto ad una convocazione immediata”.
La recente bufera sulle emissioni che ha investito l’intero Gruppo Volkswagen ha costretto il consiglio di sorveglianza a discutere un piano di risparmio atto a fronteggiare i costi derivanti dallo scandalo. Agli 11 milioni di motori diesel alterati, s’aggiungono i dati truccati sui consumi e sulle emissioni di altre 98mila auto a benzina, con Fitch che, dopo Moody’s, taglia il racing del gruppo portandolo da A a BBB+. La situazione renderebbe così necessari eventuali tagli o vendite di altre aziende appartenenti al Gruppo.
“Nell’attuale difficile situazione dobbiamo prendere delle decisioni in comune, tenendo conto sia della redditività sia dell’occupazione“, ha spiegato l’amministratore delegato Matthias Mueller, al quale la Fim-Cisl ha urgentemente chiesto di convocare i sindacati per chiarire le voci persistenti sulla vendita di alcune delle aziende italiane controllate dal gruppo tedesco.
“In queste ore – afferma in una nota il segretario nazionale dell’organizzazione dei metalmeccanici della Cisl, Ferdinando Uliano – si susseguono continue voci su possibili decisioni di vendita di aziende del Gruppo Vw in Italia. In particolare stanno circolando nelle ultime ore in maniera preoccupante per Italdesign e Ducati, mentre nelle settimane precedenti avevano riguardato Lamborghini. La situazione del Gruppo VW ci preoccupa, tanto che le timide smentite giornalistiche non stanno tranquillizzando né gli oltre 3.100 dipendenti di Italdesign, Ducati e Lamborghini ne’ noi come organizzazioni sindacali“. “E’ indispensabile – sottolinea Uliano- che a livello italiano si faccia immediatamente un incontro con il Gruppo VW Italia, per aprire un confronto puntuale sullo stato della situazione e per costruire un tavolo di confronto necessario a monitorare l’evolvere della situazione, dando chiarezza e sicurezza di prospettiva alle aziende e ai lavoratori italiani del gruppo. Non è possibile che ad oggi i vertici del gruppo VW in Italia non si siano ancora confrontati con le segreterie nazionali di Fim, Fiom e Uilm. È ora che inizino a farlo. Se è necessario chiederemo al Governo di farsi garante rispetto ad una convocazione immediata”.